Stregatto: analisi del personaggio letterario

Il suo è un sorriso che certo non si dimentica… Scopriamo cosa si cela dietro al ghigno, tutto matto, di questo strano gatto

Bentornati tra le pagine di Carrollpedia per dedicarci ancora una volta ad uno dei meravigliosi personaggi di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll. Nei nostri appuntamenti precedenti abbiamo già trattato molte bizzarre creature (il Bianconiglio, il Brucaliffo e molti altri), le trovate tutte quante riunite nella nostra pagina-sommario. Quest’oggi finalmente parliamo di uno dei personaggi più amati, da noi e dalla stessa Alice: lo Stregatto o Gatto del Cheshire.

Gatto del Cheshire, Stregatto o Ghignogatto?

stragatto

Stregatto

Il Gatto del Cheshire, meglio conosciuto come Stregatto (dalla versione italiana del cartone animato Disney – 1951) o Ghignogatto (dall’edizione tradotta da Silvio Spaventa Filippi – 1913), è probabilmente il personaggio più famoso del libro Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll. E’ un personaggio fondamentale: dopotutto, avete mai sentito parlare di un Paese delle Meraviglie senza Stregatto?

Lo Stregatto incontra Alice

La prima volta che lo incontriamo è nel VI° capitolo (“Porco e pepe“), in casa della Duchessa. Qui è in compagnia della Duchessa, della Cuoca, e del Bambino, e in questa circostanza si limita a fare il “personaggio decorativo”, che non fa nulla più che sorridere -cosa di per sé già abbastanza curiosa per un gatto.

Successivamente, alla fine dello stesso capitolo, lo Stregatto riappare ad Alice: ci troviamo all’interno del bosco, e qui, dall’alto di un ramo, ha con Alice uno dei dialoghi in assoluto più celebri di Carroll:

“Micio del Cheshire, […] potresti dirmi, per favore, quale strada devo prendere per uscire da qui?”
“Tutto dipende da dove vuoi andare,” disse il Gatto.
“Non mi importa molto…” disse Alice.
“Allora non importa quale via sceglierai,” disse il Gatto.
“…basta che arrivi da qualche parte,” aggiunse Alice come spiegazione.
“Oh, di sicuro lo farai,” disse il Gatto, “se solo camminerai abbastanza a lungo.”
Alice sentì che tale affermazione non poteva essere contraddetta, così provò con un’altra domanda: “Che tipo di gente abita da queste parti?”
“In quella direzione,” disse il gatto, agitando la sua zampa destra, “vive un Cappellaio: e in quella direzione,” agitando l’altra zampa, “vive una Lepre Marzolina. Visita quello che preferisci: tanto sono entrambi matti.”
“Ma io non voglio andare in mezzo ai matti,” si lamentò Alice.
“Oh, non hai altra scelta,” disse il Gatto: “qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.”
“Come lo sai che sono matta?” disse Alice.
“Devi esserlo,” disse il Gatto, “altrimenti non saresti venuta qua.”
Alice non pensava che questo bastasse a dimostrarlo; ad ogni modo, andò avanti “E come sai di essere matto?”
“Per iniziare,” disse il Gatto, “un cane non è matto. Concordi?”
“Immagino sia così,” disse Alice.
“Bene, allora,” il Gatto andò avanti, “vedi, un cane ringhia quando è arrabbiato, e scodinzola quando è felice. Io ringhio quando sono felice, e agito la coda quando sono arrabbiato. Quindi sono matto.”
“Io lo chiamo fare le fusa, non ringhiare,” disse Alice.
“Chiamalo come preferisci,” disse il Gatto […]

“Cheshire Puss, […] would you tell me, please, which way I ought to go from here?”
“That depends a good deal on where you want to get to,” said the Cat.
“I don’t much care where–” said Alice.
“Then it doesn’t matter which way you go,” said the Cat.
“–so long as I get somewhere,” Alice added as an explanation.
“Oh, you’re sure to do that,” said the Cat, “if you only walk long enough.”
Alice felt that this could not be denied, so she tried another question: “What sort of people live about here?”
“In that direction,” the Cat said, waving its right paw round, “lives a Hatter: and in that direction,” waving the other paw, “lives a March Hare. Visit either you like: they’re both mad.”
“But I don’t want to go among mad people,” Alice remarked.
“Oh, you can’t help that,” said the Cat: “we’re all mad here. I’m mad. You’re mad.”
“How do you know I’m mad?” said Alice.
“You must be,” said the Cat, “or you wouldn’t have come here.”
Alice didn’t think that proved it at all; however, she went on “And how do you know that you’re mad?”
“To begin with,” said the Cat, “a dog’s not mad. You grant that?”
“I suppose so,” said Alice.
“Well, then,” the Cat went on, “you see, a dog growls when it’s angry, and wags its tail when it’s pleased. Now I growl when I’m pleased, and wag my tail when I’m angry. Therefore I’m mad.”
“I call it purring, not growling,” said Alice.
“Call it what you like,” said the Cat. […]

Cap VI° Alice e lo Stregatto
Alice nel Paese delle Meraviglie, Lewis Carroll

Questa conversazione ha dei passaggi di una bellezza disarmante, apprezzabili sopratutto se si hanno animali domestici in casa. Inoltre, leggendola, non è difficile capire perché, in tutte le trasposizioni successive, questo incontro sia diventato il primo (e spesso l’unico) col gatto.

ramo

Il secondo incontro tra Alice e lo Stregatto – capitolo VII°, illustrazione di Tenniell

Incontriamo nuovamente il gatto nel VIII° capitolo, sul campo da croquet della Regina, come aveva promesso ad Alice. O perlomeno, incontriamo solo la sua testa, che fluttua tranquillamente sopra la partita in corso. Passa poco prima che la testa attiri l’attenzione della Regina e sollevi una vivace discussione sul poter o meno tagliare la testa a qualcuno che non ha il corpo. Ma per risolvere il problema, il Gatto decide di scomparire.

Caratterialmente parlando

Come abbiamo appena visto, le apparizioni dello Stregatto sono talmente poche e veloci che non è facile riuscire a delineare il suo carattere. Dal suo botta-e-risposta con Alice, sappiamo che è dotato di arguzia, è scaltro e concreto (nei limiti di quanto sia possibile per il luogo in cui si trova).

Lo Stregatto non ha rapporti particolari con gli altri personaggi, e sembra che ciò che succede in Wonderland non gli interessi. Potremmo quindi definirla una creatura super-partes, che non parteggia per nessuno, ma che dimostra soltanto una lieve antipatia nei confronti della Regina di Cuori.

Alice, che non è di certo indifferente al fascino felino (ricordiamo che per tutta la durata del suo viaggio non fa altro che pensare alla sua gatta Dinah), si affeziona subito moltissimo al gatto ed ai suoi preziosi consigli e, dopo il loro secondo incontro, non farà altro che cercarlo ansiosamente in ogni angolo. Effettivamente il gatto si dimostra uno dei pochi in grado di darle un minimo di conforto, e tale affetto ci è assolutamente comprensibile.

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4 Commenti

  1. interessanti articoli ed approfondimenti
    grazie

  2. Salve, ho scoperto questo sito in questo momento HR 2:30 28/04/2018, tramite una foto da una ricerca immagini su di lui.. Lo. Stregatto, sto leggendo un paio di articoli e mi sta piacendo molto.
    Non sono un esperta di Carroll ma la storia in questione, Alice in Wonderland, è affascinante, intrigante e piena di spunti per “viaggiare” altrove. Complimenti! Leggo ancora e vi seguirò. I kan.

  3. bellissimi articoli, fatti bene e non troppo complicati, mi stanno servendo molto per la tesina di terza media, grazie mille <3 🙂

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